


GarageBand, lanciato qualche anno fa come piccolo studio (virtuale) di registrazione, con l’edizione 3, a ora aggiunto numerose funzionalità per la produzione dei Podcast, le trasmissioni diffuse via Internet.
È opinione diffusa che Apple stia spingendo su questo filone anche e sopratutto per motivi squisitamente commerciali: GarageBand ed iLife ‘08 sono disponibili solo per la piattaforma Macintosh e lo strumento principe per la fruizione dei podcast (che ha loro anche dato il nome) è l’iPod, sempre prodotto dall’azienda della mela morsicata.
Ciò non toglie che GarageBand si stia dimostrando un ottimo prodotto a basso costo per la manipolazione dell’audio e che realizzare podcast è effettivamente facile come promesso da
Steve Jobs, almeno a leggere le prime recensioni positive del prodotto.
Tra queste c’è quella di Benny Evangelista del San Francisco Chronicle che evidenzia la gestione della traccia voce con abbassamento automatico del resto dell’audio sul parlato o la ricca dotazione di jingles ed effetti sonori; o ancora, la facilità (basta un semplice drag n drop) con cui gli utenti possono integrare foto e filmati nel podcast , dotandolo anche di link ipertestuali.
E per chi non è interessato al mondo dei podcast? GarageBand 3 viene da molti definito “ambidestro” e mantiene immutate le sue apprezzate caratteristiche di studio di registrazione e postproduzione audio per utenti casalinghi. Questi ultimi ad esempio possono usare il software per aggiungere colonne sonore ai filmati realizzati in proprio o a presentazioni fotografiche da mettere su Dvd.
[Via mytech.it]


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