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raul_midon_la_musique_peut_guerir1.jpgFratelli e sorelle del soul, ascoltate: un nuovo messia è tra noi. Raul Midón, cieco dalla nascita, è giunto da Embudo (New Mexico), via Miami - New York, a cantarcele e suonarcele. Di santa ragione.

Ha con sé una grande tristezza (madre scomparsa prematuramente e padre tangueros argentino girovago), ma anche tanta voglia di farsi spazio. Attributi di stima di qua e di là. Spike Lee lo chiama per un brano della colonna sonora di “She Hate Me”; Jeff Beck riconosce il suo talento; Herbie Hancock lo convoca per il suo ultimo CD (ascoltate la versione di Midón di “I Just Call to Say I Love You” contenuta nell’ultimo CD del tastierista, Possibilities.

Un’infanzia passata tra dischi di Charlie Parker e Miles Davis, tra una lezione di flamenco, una di jazz e l’altra di classica: passaggi obbligati per formare uno stile chitarristico, percussivo e eclettico, che in molti dovrebbero conoscere e ammirare.

Con una produzione, simil unplugged, Arif Mardin (già mente e braccio della soul sister, Aretha Franklin, e del fenomeno Norah Jones) e suo figlio Joe sono sacerdoti e custodi di dischi quali, State of Mind (2005) e The World within a world (2007), che rappresentano un’iradiddio di buoni motivi per far conoscere il diacono del nuovo soul: Raul Midón.

www.raulmidon.com

[Via italia.allaboutjazz.com]



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